Cina
(Zhong Guo, Paese del Centro)… così lontana e così
vicina… Così lontana per la distanza reale che la separa dall’Europa,
culla della cultura e della civiltà occidentale oggi ancora
dominante (ma fino a quando?).
Così
lontana per una cultura ed una civiltà di cinque millenni che
hanno prodotto miracoli di bellezza in letteratura, filosofia,
scultura, pittura…, per sapienza scientifica (con la medicina
tradizionale che, nell’agopuntura, ha una pratica adottata in
tutto il mondo), tecnologica (con le invenzioni dell’acciaio,
della porcellana, del mulino ad acqua, della carta, della polvere
da sparo, della bussola…) e che si è - come dire? -
autoesiliata dal resto del mondo - simbolicamente - con la
costruzione della Grande Muraglia (iniziata sotto la dinastia Qin,
221-206 a.C.).
Così
lontana per le vicende storiche recenti che hanno visto dapprima
il Guomindang (o partito nazionalista), guidato dal dottor Sun
Zhongshan e poi dal generalissimo Jiang Jieshi (Chiang Kaishek),
ed il Partito comunista (guidato da Mao Zedong) lavorare insieme
per riunificare la Cina spaccata prima dal declino della dinastia
Manciù, denominata Qing, culminato nella proclamazione della
Repubblica, e poi dal governo dei così detti “signori della
guerra”.
Così
lontana per il regime che ancora domina la parte denominata Repubblica
popolare: un regime, quello comunista, nato in Europa, che ha
attecchito nella vastissima area - quasi un continente - grazie
alle enormi disparità economiche.
E
così vicina per lo spessore umano della gente che la popola:
pragmatici, grandi lavoratori, attaccati fortemente alla
quotidianità; capaci di soffrire, di fare sacrifici; vogliosi di
migliorare la propria condizione anche senza troppi scrupoli
etici; religiosi ma non spirituali …
Così
vicina per il dramma di una spaccatura: quella tra la Repubblica
popolare (la Cina continentale), e la Repubblica di Cina
chiusa nell’arcipelago di Taiwan o Formosa, dalla denominazione
data all’isola principale dagli esploratori portoghesi, fra i
primi europei a vederla.
Così
vicina per i bisogni, insoddisfatti, di tanti poveri: malati,
anziani, bimbi, donne… Gli hanseniani (lebbrosi) ancora oggi
espulsi dal contesto sociale; gli handicappati, ancora oggi
considerati una vergogna per la famiglia; i malati terminali
abbandonati a sé stessi…
Una
realtà difficilissima da decifrare anche da parte di un occhio
occidentale attento ed aperto alla simpatia: davvero un “altro”
mondo, che la globalizzazione tende ad amalgamare al resto del
globo in maniera volgare, appiattendo a semplice curiosità
turistica il portato di millenni d’arte e sapienza, almeno per
quel poco che lo schiacciasassi comunista ha risparmiato.
Queste
pagine nascono dallo stupore e dalla oggettiva estraneità di due
europei - uno che ha colto nell’obiettivo della macchina
fotografica le realtà visitate e l’altra che ha cercato di
descriverle con parole trovate nella mente e nel cuore - che hanno
calcato per qualche giorno una parte di quel suolo sentendosi
attratti, da un lato dal fascino misterioso e prepotente di quella
storia e di quel futuro possibile, e dall’altro dall’avventura
di pochi e coraggiosi uomini e donne (religiosi camilliani e
suore) che soltanto cinquant’anni fa hanno creduto alla
possibilità di realizzare un “sogno”: aiutare i poveri e i
malati cinesi, così come altri di loro fanno in tante parti del
globo.
Stupore
che ci ha fatto guardare alla realtà cinese con simpatia, con
rispetto, con la coscienza di non poter comprendere che quel poco
osservabile dall’esterno. Oggettiva estraneità, che ci ha reso
coscienti del poco capito e dal tanto soltanto osservato dal di
fuori. Però con cuore caldo e aperto, con mente attenta e onesta.
Queste
pagine vogliono anche onorare quei pochi e coraggiosi uomini e
donne che ancora oggi offrono il proprio lavoro e la propria
testimonianza cristiana a Taiwan - e, secondo un “sogno, in un
futuro prossimo forse anche nella Repubblica popolare -
sulle orme di Camillo de Lellis.
Domenico
Fantin e Marisa Sfondrini
 |
Queste
pagine sono nate dallo stupore di due persone che hanno
calcato per qualche giorno una parte del suolo cinese.
Domenico
Fantin (a destra) ha colto con l'obiettivo della
macchina fotografica le realtà visitate.
Marisa
Sfondrini (a sinistra) ha cercato di descriverle con le
parole del cuore. |
 |