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PRENDI UN BAMBINO PER MANO |
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Scalzi, vestiti di stracci o completamente nudi, dolcissimi, sorridenti, due occhioni puntati su di noi, i “diversi”, per scrutarci, venirci incontro, sorriderci, salutarci come fossimo stati sempre amici: sono i bambini del Burkina Faso, tanti bambini. |
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Nel
recente viaggio effettuato con la giornalista Marisa Sfondrini, ne abbiamo
incontrati a frotte come se ci stessero aspettando. I più esibivano il loro
smagliante sorriso misto a sorpresa, altri più coraggiosi stendevano la mano
per avere un cadeau. Li abbiamo
incontrati per le strade, nei villaggi, in braccio alle mamme o alle
sorelline maggiori, nei mercati affollati di gente, merci e polvere, in tutti
i nostri frequenti spostamenti. Facevano
a gara per farsi ritrarre. Che risate davanti all’obiettivo della macchina
fotografica! A volte li abbiamo presi per mano mentre ci accompagnavano nella
visita alle loro povere capanne. Avevano voglia di ridere e giocare. Eppure,
in tutto il tempo della nostra permanenza, con tutti i bambini incontrati,
non abbiamo visto neppure uno dei giocattoli che allietano i nostri bambini,
non uno, nemmeno dei più rudimentali. Come dappertutto nel mondo, anche i
bambini africani hanno voglia e diritto di giocare. Vedendo
tanta bellezza e abbandono, un pensiero ha attraversato la nostra mente:
sarebbe bello se tante persone potessero prendere
un bambino per mano (lasciandolo nella sua terra), per sorreggerlo mentre
percorre la sua strada, nel suo ambiente. Avrebbe la possibilità di
studiare, crescere e anche di giocare... Bastano soltanto 50 mila lire al
mese.
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