Una realtà che merita di essere conosciuta

L’OSPEDALE

DEI FRATI

A Roma, e non solo, lo chiamano l’Ospedale dei Frati. Si tratta di un grande complesso ospedaliero denominato: Istituto Dermopatico dell’Immacolata. Il 3 luglio 1990, in virtù dell’elevato livello  delle sue molteplici attività sanitarie, ottenne dai ministeri della Sanità e della Ricerca Scientifica il riconoscimento di Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico.

 

La storia dell’IDI (Istituto Dermopatico dell’Immacolata) risale al lontano 1857, quando padre Luigi Maria Monti fondò la Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione col fine di fornire assistenza sanitaria e supporto spirituale alle persone bisognose. Nel corso della sua attività romana, padre Monti decise di acquistare un vigneto in campagna, da destinare al riposo dei suoi figli spirituali, tutti infermieri presso l’Arcispedale Santo Spirito nei pressi del Vaticano. Ma più che al riposo i suoi discepoli si dedicarono a curare le persone colpite dalla “tigna”, fastidiosa malattia che colpiva specialmente i pastori del luogo.

Nel 1907 un altro Concezionista, padre Ludovico Sala, riuscì a produrre, con una formula originale, una pomata per la cura di tale malattia, evitando così le tecniche chirurgiche rudimentali usate fino a quel momento. In tal modo i religiosi furono denominati “Frati della pelle”. In seguito al successo di questa cura, nel 1912 padre Sala fu autorizzato ad aprire una Casa della salute per dermopazienti e nel 1952, con l’aiuto della Santa Sede, venne aperto anche il primo padiglione di un Sanatorio nella zona dei Monti di Creta, al quale per il prestigio dei frati si recavano molti malati.

Finalmente nel 1931 Emanuele Stablum, che per volontà della sua Congregazione rinunciò al sacerdozio e divenne medico, perfezionò l’attività dermatologica di padre Sala, conferendo all’IDI la caratteristica di ospedale dermatologico. Oggi l’ospedale, tra i primi in Italia ad istituire e potenziare le prestazioni ambulatoriali per i pazienti affetti da malattie della pelle, è una delle più qualificate strutture in materia dermatologica.

Fin dal 1946, insieme alla prima pubblicazione scientifica dell’Istituto, vennero istituiti congressi mensili, durante i quali si esaminano le patologie più rare per una valutazione collegiale e per lo studio delle più efficaci terapie. Nel 1970 l’IDI fu classificato come “Ospedale regionale specializzato”. Venne ampliato e furono aperte nuove divisioni di chirurgia plastica e di chirurgia vascolare, dotate di attrezzature molto avanzate in grado di consentire una accurata diagnosi delle vasculopatie.

Alle attività scientifiche sovrintende un Comitato di bioetica, che vigila sui progetti di sperimentazione dei farmaci connessi alla ricerca biomedica corrente, e sulla salvaguardia del diritto alla tutela della salute dell’infermo. Recentemente l’IDI ha istituito una serie di dipartimenti, servizi multidisciplinari e ambulatori specialistici, per rispondere alle crescenti esigenze di prestazioni dermatologiche che provengono da pazienti di molte regioni italiane ed anche dall’estero.

All’IDI viene conservato un registro dei ricoveri programmati, attraverso il quale è garantito a ciascun malato il rispetto del tempo di attesa. La direzione sanitaria ha istituito un’attività di controllo della qualità delle prestazioni erogate, nonché sulla corretta trascrizione delle informazioni contenute nella cartella clinica di dimissione ospedaliera. Gli standard di qualità sono molto elevati e l’assistenza ospedaliera risponde a criteri di personalizzazione ed umanizzazione, con una puntuale applicazione delle regole contenute nella Carta dei servizi.

Al termine della degenza il paziente viene pregato di formulare in maniera anonima osservazioni, rilievi e suggerimenti sull’assistenza ottenuta e sulla qualità dell’accoglienza e dei servizi ricevuti.

Nel rivolgersi al paziente al momento del ricovero, l’IDI gli dice che essere curato è un suo diritto, ed è un diritto essere correttamente informato sullo stato di salute e sulle cure. E gli si suggerisce anche che è un “diritto” essere trattato con rispetto quale persona e non come numero.

«Non avere alcun timore reverenziale verso i “camici bianchi”», aggiunge, «e fai sempre e comunque rispettare i tuoi diritti. L’ospedale, durante il ricovero, diventa la tua casa e devi sentirti in esso come nella tua famiglia. Gli operatori sanitari, dai medici agli ausiliari, sono tutti al tuo servizio. Chiedi quindi di essere rispettato e compreso, ma comprendi anche chi si prende cura di te. Vorremmo che il tuo soggiorno, il più breve possibile, restasse un’esperienza di vita da ricordare positivamente in quanto caratterizzata da un atto di amore, di condivisione, di solidarietà. Aiutaci a servirti per il tuo bene ed anche per la nostra soddisfazione professionale ed umana».

Parole e regole nobili che tutti gli ospedali, pubblici e privati, dovrebbero fare proprie ed applicare sull’esempio dell’ospedale dei frati. L’IDI è così proiettato verso il futuro, verso obiettivi di maggiori successi scientifici nella diagnosi e cura delle patologie dermatologiche, verso orizzonti di una completa personalizzazione ed umanizzazione della sua attività sanitaria sulle orme tracciate dai suoi Fondatori.

Proprio nello scorso mese di marzo Emanuele Stablum, uno degli artefici della realtà dell’IDI e dell’attività dei Figli dell’Immacolata Concezione, è “ritornato nella sua Casa”. Le spoglie mortali sono state traslate e tumulate nella Chiesa dell’IDI.

Raffaele Bernardini

 

 

ISTITUTO DERMOPATICO DELL’IMMACOLATA

Ha nove divisioni di dermatologia, compresa quella pediatrica, per un totale di 246 posti-letto; cinque divisioni chirurgiche per complessivi 89 posti-letto. Ha una sede distaccata nel comune di Capranica (Viterbo). È ubicato a Roma in via dei Monti di Creta, 104. Vi è una completa gamma di servizi ambulatoriali di dermatologia, chirurgia plastica, analisi cliniche e radiologiche, allergologia, terapia del dolore ed agopuntura. L’ospedale, per la maggior parte delle prestazioni, opera in regime di accreditamento col servizio sanitario nazionale. È gestito da un Consiglio di amministrazione ed oltre alla direzione sanitaria opera anche una direzione scientifica, che sovrintende tutte le attività di ricerca. L’ufficio stampa e pubbliche relazioni è affidato ad un giornalista, Gianni Cristofani, che ringraziamo per la collaborazione.