Le “visioni” che devono allarmare

NON CI VEDO PIÙ!

 

Può capitare a tutti di avere un calo della vista o visioni sdoppiate in determinate circostanze. Sono fenomeni dovuti a vari fattori, di cui si deve sempre considerare le modalità di comparsa e l’entità dei sintomi. In questi casi è doveroso il consulto di uno specialista per fugare ogni allarme.

 

Non vederci più… dalla fame, come recita un noto spot televisivo, ma anche dal mal di testa, dall'ira o dalla gioia. Non vederci più per un corpo estraneo penetrato nell'occhio o per una fortuita rottura o malaugurato smarrimento delle lenti, per una caduta o per l'esposizione improvvisa a una luce abbagliante. Ecco riassunte, tra espressioni popolari e descrizioni semplicistiche ma veridiche, le cause principali di un calo o addirittura della  perdita della vista.

In linea generale - ma senza alcuna pretesa di fornire una guida sostitutiva al parere dello specialista, il cui consulto è sempre doveroso - si può dire che due sono gli elementi principali da considerare: le modalità di comparsa e l'entità del sintomo. In alcuni casi, infatti, quest'ultimo si manifesta in particolari occasioni, come ad esempio con una visione sdoppiata che alcune persone riferiscono in concomitanza di forti e ripetute cefalee, mentre in altri insorge per la prima volta, all'improvviso e del tutto inaspettato.

Per entità si intende invece una stima della gravità del sintomo: l'individuo non vede più da un solo occhio o è diventato totalmente cieco? Malgrado il problema, riesce a orientarsi nello spazio o ha bisogno di aiuto? Conserva qualche percezione di luce e colore? A queste si aggiunge poi un'altra importante domanda: si sono presentati contemporaneamente altri problemi, come ad esempio una difficoltà nell'articolare le parole o nel deglutire?

Sono alcune situazioni paradigmatiche che si possono verificare. Cercheremo di nominarle con i rispettivi termini  tecnici, e, quando possibile, di indicarne i segni di allarme.

 

Corpi estranei e sostanze chimiche

Sono le evenienze in cui è lo stesso interessato a raccontare. Di solito l'occhio o entrambi gli occhi appaiono particolarmente arrossati, le palpebre sono gonfie e in uno stato di tensione e si osserva una forte lacrimazione. Il consiglio, nel caso di esposizione diretta o anche solo ai vapori di sostanze tossiche, è provvedere a un abbondante e immediato lavaggio dell’occhio con soluzione fisiologica o con acqua di rubinetto. Tutti i possibili traumi causati da un corpo estraneo richiedono una cura d'urgenza non solo per la rimozione ma anche per l'eventuale riparazione della lesione.

 

Passaggio brusco dal buio alla luce e viceversa

Una variazione improvvisa di luminosità può comportare un calo della vista che in realtà si può meglio descrivere come una temporanea difficoltà di adattamento visivo. Per evitare l'inconveniente, soprattutto se si è alla guida di un'automobile all'ingresso o all'uscita di una galleria,  sono sufficienti alcuni semplici accorgimenti, come l'impiego di opportuni occhiali o, in caso di abbagliamento, l'attesa di qualche secondo, per consentire un graduale recupero della vista. L'abuso, o meglio l'intossicazione, di alcuni psicofarmaci può inoltre determinare una cattiva visione al buio, mentre un calo della visione diurna è spesso dovuto alla fatica.

 

La vista si sdoppia

La prima associazione che sorge spontanea al "vedere doppio" è quella dell'etilista cronico o comunque dello sbronzo, che notoriamente sono incapaci di contare le dita di una mano. In effetti quello che talvolta diventa un motivo di ilarità è anche una realtà clinica, connessa all'azione e ai gravi danni dell'alcol sui tessuti nervosi. Più in generale lo sdoppiamento della vista è sempre un segno che merita accertamenti approfonditi, soprattutto se si manifesta all'improvviso e in una persona in apparenza sana. La diagnosi non è affatto facile, nemmeno per lo specialista. Nell'occhio deviato, che non ha più lo stesso centro di fissazione dell'occhio sano, si formerà così una "falsa immagine", a contorni più sfumati, che nell'elaborazione del cervello non potrà fondersi con l'immagine proveniente dell'altro occhio. Non deve preoccupare invece la diplopia che in alcuni individui compare in condizioni di stress o, come già accennato, di violenti attacchi di emicrania.

 

Il campo visivo si restringe o si dimezza

In generale un'alterazione del campo visivo ha significato patologico se tende a permanere e se limita l'attività dell'individuo. La perdita di metà del campo visivo si associa alla sofferenza di alcune fibre ottiche, che seguono un decorso particolare e complesso per raggiungere il cervello. Un restringimento del campo visivo può verificarsi in caso di riduzione eccessiva del glucosio nel sangue (ipoglicemia) o nell'isterismo, in cui il paziente descrive l'impressione di vedere solo parte dell'ambiente circostante, come se guardasse attraverso un tubo.

 

Lampi e buchi neri

L'espressione "far vedere le stelle del paradiso", spesso utilizzata nel senso di "fare un occhio nero", non è solo poetica pur nel suo carattere di minacciosa violenza, ma esprime anche una realtà fisiologica. Una pressione sull'occhio, che ciascuno può provare su di sé, determina infatti una stimolazione sulla retina che viene percepita sotto forma di rapidi punti di luce. La causa più probabile della visione di “lampi” è un aumento della pressione arteriosa, così come la comparsa di buchi neri corrisponde a una sua riduzione al di sotto del livello ottimale per il proprio organismo. È  utile perciò in questi casi verificare i propri valori di pressione e consultare il medico. La comparsa di veri e propri lampi associata a seri disturbi della vista in un occhio (ad esempio distorsione degli oggetti, deficit di campo visivo, aumento del cosiddetto “fenomeno delle mosche volanti”, già presente peraltro nei soggetti miopi) richiede invece una valutazione d'urgenza in un pronto soccorso oftalmico.

 

Errata percezione dei colori 

Il daltonismo è la forma più conosciuta, ma non è l'unica possibile alterazione della percezione cromatica. Esiste infatti una rara forma ereditaria, che colpisce solo i maschi, caratterizzata da un'assoluta cecità ai colori (acromatopsia), mentre una perdita della capacità di riconoscere il rosso e il verde è un segnale precoce di infiammazione del nervo ottico. È curioso inoltre che l'intossicazione da alcuni farmaci può produrre una visione uniformemente colorata delle immagini: è il caso, ad esempio, della xantopsia (e cioè "visione gialla") nell'intossicazione da digitale, un farmaco ampiamente utilizzato in ambito cardiologico.

Piercarlo Salari